La musica secondo... John Blacking

Dal libro "Com'è musicale l'uomo" - Edizioni Ricordi


In un mondo in cui il potere autoritario viene mantenuto con gli strumenti forniti dalla superiorità tecnologica, ed in cui si crede che una tecnologia superiore sia il segno di un monopolio dell'intelligenza, diviene indispensabile dimostrare come le vere fonti della tecnologia, in tutte le culture, risiedano nel corpo umano e nell'interazione cooperativa fra i corpi. Persino l'innamoramento può avere più importanza come attività cognitiva, in cui delle categorie apprese si riordinano in sequenza, come esercizio degli organi sessuali o come reazione ormonale. In un mondo come il nostro, pieno di crudeltà e di sfruttamento, in cui il volgare ed il mediocre proliferano all'infinito in nome del profitto finanziario, è necessario capire perché un madrigale di Gesualdo o una passione di Bach, una melodia di sitar indiana o un canto africano, il Wozzeck di Berg o il War requiem di Britten, un gamelan balinese, un'opera cantonese o una sinfonia di Mozart, Beethoven o Mahler, possano essere profondamente necessarie alla sopravvivenza umana, indipendentemente dal valore che hanno come esempi di creatività e di progresso tecnico. Ed è anche necessario spiegare perché, in determinate circostanze, un "semplice" canto popolare può avere valore umano più di una complessa sinfonia.

John Blacking


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