L'afasia progressiva di Ravel

Joseph-Maurice Ravel (Ciboure, 7 marzo 1875 - Parigi, 28 dicembre 1937).

Numerosi musicisti, nel corso della loro vita, hanno sofferto di disturbi neurologici e neuropsicologici che hanno compromessa la loro attività musicale.

Il caso di Maurice Ravel è forse il più noto. Nel 1927 Ravel accusò i primi disturbi. Una sua conoscente raccontò che durante un concerto non era stato in grado di leggere e suonare un brano da lui composto. Alcuni suoi amici riferirono inoltre che nello stesso periodo aveva iniziato a compiere errori di ortografia nelle lettere che scriveva loro. In seguito, nel corso di circa 5 anni, comparvero altri sintomi. Ravel faticava sempre di più nel reperire i nomi di oggetti comuni; inoltre, comininciò a manifestare difficoltà nell'eseguire gesti anche semplici. Nel 1933, cercando di gettare un sasso in un lago, colpì un'amica sul viso; nello stesso periodo, rischiò di affogare perché, sebbene in passato fosse stato un abile nuotatore, non era più capace di coordinare i movimenti necessari a stare a galla.

Nonostante fosse ancora perfettamente in grado di comprendere e comporre musica, divenne progressivamente incapace di scrivere, copiare, leggere sia frasi sia spartiti di musica e smise di suonare il pianoforte.

Ravel presentava dunque esclusivamente deficit lentamente progressivi di funzioni governate dall'emisfero sinistro del cervello. La natura della sua malattia non è nota, ma l'ipotesi più verosimile è che si trattasse di una forma di Afasia Progressiva Primaria (Della Sala e Spinnler, 1996). Questa patologia è caratterizzata dalla lenta comparsa di difficoltà nel reperire le parole o nel comprendere il linguaggio, cui si associano quelle di effettuare calcoli e di eseguire gesti quotidiani.

Nel corso dei suoi ultimi anni di vita, aiutato da allievi e amici musicisti almeno nello scrivere le partiture, egli compose alcune opere importanti, tra le quali spicca il celeberrimo Bolero, composto nel 1928. Molti studiosi si sono interrogati su possibili indizi di deficit neurologico presenti in quest'opera, ma l'unica differenza che emerge rispetto ai lavori precedenti appare essere la semplicità della melodia di base, accompagnata da una notevole, complicata orchestrazione (alternanza e mescolanza di molti strumenti). Guardacaso, la scrittura della melodia è ritenuta dipendere dal l'emisfero sinistro (proprio quello da cui provenivano i sintomi di Ravel), mentre l’orchestrazione viene attribuita all’emisfero destro (che non era stato coinvolto dalla malattia) (vedi la Figura qui sotto). Si potrebbe quindi, forse, ipotizzare che Ravel abbia compensato la disfunzione emi sferica sinistra con un mirabile lavoro dell'emisfero destro, e che da ciò sia nato, paradossalmente, il suo capolavoro!

Distribuzione nei due emisferi cerebrali delle funzioni cognitive musicali

Psicologia contemporanea, 203, settembre - ottobre 2007


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