Alimentazione, gastronomia e golosità


Acque minerali - Contrassegni e marchi di garanzia del Parmigiano Reggiano (in formato .pdf)


Alimentazione e Dietetica

Filosofia alimentare (Dr. Alberico Lemme) - Atkins Diet & Low Carbohydrate (Sito e Forum sugli alimenti a basso indice glicemico)


Gastronomia e ricette

Birra - Cook around - Cucchiaio (Versione On-Line del Cucchiaio d'Argento) - Cultura gastronomica italiana - Diete - Eatinerant - Eat Eat Hurrah (Ricette) - Mister carota (Ricette) - Vino Please! (Enoteca virtuale) - Gastronomia - Guida per mangiar bene - La Cucina Italiana - Parmigiano Reggiano - Prodotti tipici - Ricette con il peperoncino - Ricette di dolci - Ricette di pesce - Ricette di tutto il mondo - Ricette internazionali - Ricette Mania - Ricette OnLine - Stilton (Formaggio inglese) - Wines & Food Emporium


Golosità

Chococlub (Associazione italiana amatori cioccolato) - Compagnia del cioccolato - Fans della Nutella - Sito americano della Nutella


Negozi On-Line

Cioccolato Peyrano - Lindt - Pasticceria Slitti - Peck (Supermercato On-Line)


Produttori

Capezzana Conte Contini Bonacossi (Vino e olio)


Vino

Associazione Italiana Sommelier - Associazione Sommelier di Roma "Bibenda"

Alcune indicazioni sui vini Super Tuscan:
si definiscono
Super Tuscan i vini rossi che vengono prodotti in Toscana senza il rispetto delle regole tradizionali sulla preparazione dei vini della regione.
Il "non-rispetto" del disciplinare riguarda in particolare l'utilizzo di
altri tipi d'uva, come il vitigno cabernet sauvignon, e per questo motivo i vini non possono essere classificati come prodotti DOCG (Denominazione di Origina Controllata e Garantita). Spesso i Super Tuscan vengono fatti fermentare in barriques (botti di rovere) per un periodo che può variare dai 12 ai 14 mesi, ma non esiste un obbligo di invecchiamento ed i vini possono essere messi in commercio quando il produttore lo desidera.

La storia di questi vini inizia con il Sassicaia. Intorno al 1945 Mario Incisa della Rocchetta, con l'intento di ispirarsi ai grandi vini Bordeaux e facendo tesoro degli studi e della collezione di vitigni dei suoi antenati, la famiglia Marchesi Incisa della Rocchetta, trapianta delle barbatelle bordolesi sui terreni di famiglia, in special modo nella Tenuta San Guido a Bolgheri. A Bordeaux c'è una zona chiamata Graves, traduzione di ghiaia, e il terreno di Sassicaia gli assomiglia. Tra il 1948 ed il 1960 il vino, che prende il nome della zona, rimane di dominio strettamente privato e viene consumato solo nella Tenuta. Ma ben presto si capisce che questo vino e il suo rivoluzionario stile di vinificazione, con l'utilizzo del vitigno Cabernet e l'invecchiamento in barriques, novità per l'Italia, possono migliorare e nel 1968 si arriva alla commercializzazione del Sassicaia.

Successivamente, nel 1971, anche Pietro Antinori decide di fare un simile tentativo, assemblando un 80% di Sangiovese con un 20% di Cabernet Sauvignon: nasce il Tignanello, dal nome dell'omonima vigna. In quest'abbinamento, il Cabernet dà la giusta consistenza al Sangiovese ed in più conferisce un maggior equilibrio al vino. Seguirono, anche da parte di altri produttori, vini come il Solaia e l'Ornellaia. All'inizio questi vini furono etichettati con la poco edificante denominazione di "Vino da tavola", ma successivamente questi vini hanno potuto fregiarsi della denominazione "Indicazione Geografica Tipica".


Speciale sulle acque minerali
Una raccolta dei valori indicati nelle etichette delle acque minerali

Angelica (Nocera Umbra) - Balda - Cintoia - Fabia - Fonte Chiara - Fonte Serena (Blues) - Fonte Tullia - Fonteviva - Frasassi - Gaia - Galvanina - Gaudianello - Levissima - Lieve - Monte Cimone - Neve (GS) - Norda - Primavera di Popoli - San Benedetto - Sant'Anna di Vinadio - Sorgente Oro - Sorgente S.Cassiano - Surgiva - Tione - Uliveto - Viva


I seguenti valori sono espressi in milligrammi per litro (mg/l)

Nome Denominazione Residuo fisso CO2 libera alla sorgente pH Durezza Calcio

Ca++

Cloridrico

Cloruro

Cl-

Fluoridrico

Fluoruro

F-

Idrocarbonico

Idrogenocarb.

Bicarbonato

HCO 3-

Magnesio

Mg++

Nitrato

NO3-

Nitrito

NO2

Potassio

K

Silice

SiO2

Sodio

Na+

Solforico

Solfato

SO 4--

Stronzio

Sr++

Note
Angelica

(Nocera Umbra)

  275       95 5,1 0,05 289 1,3 7,7 assente 0,65 7,2 3,2 2,5 0,14  
Balda   110,2 6,6 8,1   26,7 2,0   90,3 5,1 3,0   0,9   3,6 17,0    
Cintoia   307 35 7,4 28,7 105 15,1 0,1 332 6 1,9   0,8 10,1 9,4 11,9 0,25 Ammonio inferiore a 0,05 mg/L - Nitroso inferiore a 0,01 mg/L
Fabia Oligominerale 441 50,1 7,05   137,5 23,7   390,3 4,13 19,55   1,49 8,27 17,03 28,4 0,45  
Fonte Chiara   481       49,8     335,5 30 6,1   2,8   74,6 122    
Fonte Serena (Blues)   162       31,2 5,4   143 11,9 6,5   2,1 14,6 6,5 13,4    
Fonte Tullia   239       68 5,5 0,74 216 8,4     1,2 8,5 3,4 26 0,34 Ammoniaca e nitriti: assenti
Fonteviva   49,8   6,9 3,2 8,8 9,1 0,04 30,5 2,67 0,87   0,2 5,75 3,9 3,3   Bromidrico 0,03
Nome Denominazione Residuo fisso CO2 libera alla sorgente pH Durezza Calcio

Ca++

Cloridrico

Cloruro

Cl-

Fluoridrico

Fluoruro

F-

Idrocarbonico

Idrogenocarb.

Bicarbonato

HCO 3-

Magnesio

Mg++

Nitrato

NO3-

Nitrito

NO2

Potassio

K

Silice

SiO2

Sodio

Na+

Solforico

Solfato

SO 4--

Stronzio

Sr++

Note
Frasassi   339       99,5 19,4   299 4,3     2 9,1 19,9 24,8 2,7 Presenti: Bario Boro Fluoro
Gaia   313       88,9 19,8   274,5 3,3     1,8 8,9 22 29,2   Presenti: Stronzio, Fluoro, Bario
Galvanina   0,58   7,06   135 37   445 23     2,3   36 68   Ammoniaca e nitriti: assenti
Gaudianello Bicarbonato calcica - Magnesiaca 1125 2800     152     940 52 3   48 100 129 122    
Levissima Oligominerale 75 0,7 7,8   19,5     56,8 1,7 1,6   1,7 5,7 1,8 13,7    
Lieve   301       68,1 10,4 0,41 253 15,3 1,1   1,3 7,4 13,8 54,5    
Monte Cimone   120   7,6 10,9 33 1,7   128 6,5 2,4   0,6 2,2 1,9 11,6 0,16  
Nerea Oligominerale 163 26,4 7,5 13,5 52,8 3,5   189,1 0,6 1,2   0,4   1,9 2,0 0,16  
Neve (GS)   135 2,7 7,9 10,7 34,4 1,2   136,7 5,5 3,6   0,67 16,4 3,5 1,3    
Nome Denominazione Residuo fisso CO2 libera alla sorgente pH Durezza Calcio

Ca++

Cloridrico

Cloruro

Cl-

Fluoridrico

Fluoruro

F-

Idrocarbonico

Idrogenocarb.

Bicarbonato

HCO 3-

Magnesio

Mg++

Nitrato

NO3-

Nitrito

NO2

Potassio

K

Silice

SiO2

Sodio

Na+

Solforico

Solfato

SO 4--

Stronzio

Sr++

Note
Norda   71,2 2,4 7,55 4,72 12,9 0,6   52,3 3,6 2,8   0,6 9,1 2,8 9,0    
Primavera di Popoli   314,26       91,76 6,43 0,13 340,96 18,07 3,2   1,3 4,1 4,62 25,06    
San Benedetto Oligominerale 250 9,6 7,68   46 2,8 <0,1 293 30     1,1 17 6,8 4,9   Nitrico: 6,8
Sant'Anna di Vinadio   39       12     29         6,2 1,1 7,7    
Sorgente Oro   26,3 1,25 6,84 1,3   0,59     0,71     0,16   1,67 4,1    
Sorgente S.Cassiano   248       86 11,2   255 1,4     Presente 5,9 6,6 8,1 Presente Presenti: Fluoro, Ferro, Alluminio
Surgiva   41 2,1 6,5 2,2 7,4 0,4   29,9 0,9 4,2   0,6 9,3 1,4 2,6    
Tione Oligominerale 185 5 7,4   15,4 11,4   91,5 5,2     17,7 56 13,5 6,1   Nitrico: 19,4
Nome Denominazione Residuo fisso CO2 libera alla sorgente pH Durezza Calcio

Ca++

Cloridrico

Cloruro

Cl-

Fluoridrico

Fluoruro

F-

Idrocarbonico

Idrogenocarb.

Bicarbonato

HCO 3-

Magnesio

Mg++

Nitrato

NO3-

Nitrito

NO2

Potassio

K

Silice

SiO2

Sodio

Na+

Solforico

Solfato

SO 4--

Stronzio

Sr++

Note
Uliveto Bicarbonato calcica 860 1265 6,2   169 75 1 650 32,8     8,1 7,3 87 111,4   Litio: 0,2 - Nitrico: 6,5
Viva Oligominerale 253 112 7,62 21,6 75 6   211 7 2,2   0,9 7,3 3,4 41 0,38 Ammoniaca e nitriti: assenti. Bario e Fluoridrico: tracce

Dal sito http://www.alimentarsi.com le informazioni nutrizionali sulle acque minerali: Studio Nutrizionale LRP - Dott.ssa Lia Rossi Prosperi - Biologa Nutrizionista - Specialista in scienza dell'alimentazione

Gli esseri umani sono fatti per 60-70% di acqua e quindi una carenza di questo elemento potrebbe portare alla morte per disidratazione. Il fabbisogno di acqua è all'incirca un millilitro per caloria introdotta.

Le acque naturali sono soluzioni saline, contengono cioè sali minerali la cui concentrazione è tanto maggiore quanto più prolungato è stato il contatto con le rocce. L'acqua minerale cosidetta "da tavola" deve essere imbottigliata così come sgorga dalla sorgente, ovvero deve essere microbiologicamente pura di per sé, senza subire nessun trattamento (filtrazione, clorazione, ozonizzazione) come invece avviene per l'acqua degli acquedotti ("acqua potabile"), limpida, inodore, incolore e di sapore gradevole. In commercio troviamo numerose acque minerali che posssono avere composizione e caratteristiche diverse o piu' o meno simili, è percio' importante scegliere l'acqua che più si addatta alle nostre esigenze e al nostro attuale stile di vita.

Come fare a scegliere? Bisogna imparare a leggere le etichette.

Osservando le analisi obbligatoriamente riportate sulla etichetta di ciascuna bottiglia si possono individuare 3 gruppi di elementi compositivi:

  1. determinazione chimico- fisica;
  2. gas disciolti in 1 litro di acqua;
  3. sostanze disciolte in 1 litro di acqua.

1) Determinazione chimico - fisica
In questo raggruppamento troviamo il più importante indice classificativo delle acque minerali, il residuo fisso a 180° ovvero il contenuto totale di sali ottenuto da un litro di acqua minerale. Un decreto legge del 1980, riconfermato dall'applicazione del decreto legge 105, classifica in base al residuo fisso le acque in:

Definizione Acque Residuo fisso
minimamente mineralizzate <= 50 mg/l
acque oligominerali o leggermente mineralizzate 50 <= mg/l <= 500
acque ricche di sali minerali >= 1500 mg/l

Questa classificazione lascia scoperto l'intervallo della vecchia classificazione Marotta e Sica del 1929: 500 < mg/l < 1500 comprendente quelle acque che possiamo definire mediominerali o mineralizzate, rappresentanti il 24% delle acque in commercio.

Acque minimamente mineralizzate
Rappresentano circa il 9% delle acque in commercio; essendo quelle con il minor contenuto in sali vengono rapidamente assorbite per via gastrica e quindi determinano un rapido aumento della diuresi, favorendo l'eliminazione dell'acido urico e facilitando l'eliminazione dei prodotti di rifiuto del metabolismo. Interessante è il loro utilizzo in pediatria, per la ricostituzione del latte in polvere, infatti queste acque non modificano il contenuto salino del latte e quindi non ne sconvolgono la formula. Sono utilizzabili quando è necessario un intervento dietetico caratterizzato da un ridotto apporto di sodio, come ad es. nella ipertensione arteriosa.

Acque oligominerali
Rappresentano il 56% delle acque in commercio; sono caratterizzate oltre che da una ridotta concentrazione di sali minerali, dalla presenza in tracce di metalli pesanti, oligoelementi e da quantità variabili di gas disciolti. Oltre a favorire la diuresi, trovano una indicazione elettiva nella prevenzione della calcolosi renale: infatti svolgono un'azione locale sulla muscolatura delle vie urinarie che associata all'azione meccanica data dal passaggio del liquido, causano il trasporto di eventuali calcoli lungo le vie urinarie, favorendone l'espulsione. Salvo casi di ipertensione o insufficienza renale non esistono controindicazioni sulle quantità di consumo.

Acque ricche in sali minerali
Rappresentano l'11% delle acque minerali in commercio e sono le cosiddette acque medicamentose il cui utilizzo per scopo terapeutico andrebbe fatto sotto il controllo medico al fine di evitare effetti indesiderati come calcolosi, azione purgativa,

PH
Il pH è il parametro che esprime rispettivamente l'alcalinità (>7) e l'acidità (<7); l'acqua ideale dovrebbe avere un pH neutro variando comunque di volta in volta in base alle necessità dell'organismo, ad es. per neutralizzare l'acidità gastrica sono consigliate acque con pH leggermente basiche; comunque il valore di riferimento è compreso tra 6,5 e 7.

Durezza
Si parla di durezza temporanea quando i sali di calcio o di magnesio solubili, precipitano per ebollizione, sotto forma di carbonati insolubili, determinando un deposito calcareo o incrostazioni biancastre. La durezza temporanea è dovuta a sali molto solubili, quali cloruri,solfati ed altri che non precipitano con l'ebollizione. L'acqua dura crea problemi alle tubature ed agli elettrodomestici, non sono adatte per la cottura dei legumi e al lavaggio degli indumenti, ma non si hanno prove che siano dannose per l'organismo umano. Anzi sono utili nel prevenire le complicazioni cardiovascolari nelle dislipemie riducendo l'assorbimento dei grassi. Queste acque sono indicate per integrare l'apporto di calcio nei bambini che hanno denti ed ossa in formazione e negli anziani per l'osteoporosi. Secondo studi recenti possono essere utilizzate anche da quei soggetti sofferenti di calcolosi renali o epatiche. Le acque dolci si possono paragonare alle acque minimamente mineralizzate e trovano loro impiego nella preparazione di liquori, tisane di erbe o di medicinali.

2) Gas disciolti in 1 litro di acqua
I principali gas disciolto sono: ossigeno, azoto e anidride carbonica, i quali variano al variare delle condizioni ambientali. E' bene precisare che per acqua naturale non s'intende l'acqua non gassata che commercialemente viene definita piatta, ma acqua così come sgorga dalla sorgente e quindi può anche potenzialmente essere effervescente naturale; l'acqua invece diventa addizionata quando all'acqua naturale viene aggiunto un quantitativo variabile di anidride carbonica. Le acque gassate dissetano maggiormente perché anestetizzano le terminazioni nervose della mucosa orale convolte nel desiderio di bere e inducono dilatazioni dello stomaco con conseguente apparente sazietà. Svolgono inoltre una leggera attività batteriostatica. Dato che l'anidride carbonica stimola la secrezione gastrica e la motilità dello stomaco, sono controindicate per chi soffre di acidità di stomaco, gastrite e ulcera gastrica; causano gonfiore addominale specie in chi è predisposto a fermentazione intestinale.

3) Sostanze, ioni, disciolte in un litro di acqua
Dalla lettura della formula ionica si può vedere quali sono gli elementi chimici dominanti in base ai quali è possibile valutare gli ulteriori effetti biologici, dietetici e medicamentosi di un'acqua minerale. Un'acqua viene comunque definita clorurata, solforata anche se lo ione che la caratterizza non raggiunge la percentuale stabilita per legge ma è sufficiente che tale ione sia l'elemento dominante nella formula ionica.

Definizione Ione quantità
Bicarbonata bicarbonato > 600 mg/l
Solfata solfati > 200 mg/l
Clorurata cloruro > 200 mg/l
Calcica calcio > 150 mg/
Magnesiaca magnesio > 50 mg/l
Fluorata fluoro > 1 mg/l
Ferruginosa ferro > 1 mg/l
Sodica sodio > 200 mg/l
  1. Bicarbonata, se il tenore di bicarbonato è superiore a 600 mg/l
  2. Solfata, se il tenore dei solfati è superiore a 200 mg/
  3. Clorurata, se il tenore di calcio è superiore a 200 mg/l
  4. Magnesiaca, se il tenore di magnesio è superiore a 50 mg/l
  5. Fluorata, se il tenore di fluoro è superiore a 1 mg/l
  6. Calcica, se il tenore di calcio è superiore a 150 mg/l
  7. Ferruginosa, se il tenore di ferro bivalente è superiore a 1mg/l
  8. Sodica

Un pericolo per le acque sono i nitrati: il grado di inquinamento da nitrati è in continuo aumento. I nitrati, ultima fase di ossidazione dell'azoto (azoto -> ammoniaca -> nitriti -> nitrati), costituiscono un indice d'inquinamento che può essere di natura organica, dovuto alle deiezioni animali provenienti in modo massiccio dall'allevamento dei suini, oppure di tipo inorganico, provenienti da insediamenti industriali (compaiono piogge acide ricche di azoto), ma soprattutto dei fertilizzanti azotati utilizzati in agricoltura. Il limite massimo fissato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e dalla direttiva CEE è di 50 mg/l. I nitrati introdotti nell'organismo si riducono a nitriti e a contatto con le ammine formano le nitrosammine, sospette di essere cancerogene. E' quindi bene dare la preferenza ad acque con bassi valori di nitrati, specialmente se il prodotto è destinato a neonati o a donne in gravidanza.

L'acqua giusta per ogni necessità
E' innanzitutto importante chiarire che non esiste un'acqua migliore di un'altra, va di volta in volta trovata quella giusta a soddisfare le proprie esigenze.
In gravidanza si consiglia di bere 2 litri di acqua con un valore di residuo fisso < a 200 mg/l e con valori di nitrati non superiori a 10 mg/l (per non provocare metaemoglobinemia).
Durante l'allattamento è bene alternare un'acqua oligominerale con una a media mineralizzazione calcica e/o ferruginosa, in modo tale da sopperire alle aumentate esigenze di questo elemento.
Per la diluizione del latte in polvere acque minimamente mineralizzate senza nitrati, con pH inferiore a 7, per raggiungere i seguenti obbiettivi:

  1. un minore impegno secretorio gastrico, visto che la funzione del bambino è ridotta rispetto a quella dell'adulto;
  2. un più facile raggiungimento del pH 4,7, valore che corrisponde al punto isoelettrico delle proteina caseina

E' bene inoltre alternare con acque con residuo fisso compreso tra 250 e i 500 mg/l, questo perché le esigenze di un organismo in accrescimento, richiedono in primo luogo quei sali minerali contenuti in diversi alimenti solidi o liquidi e nell'acqua con sufficiente mineralizzazione, senza determinare un maggiore impegno funzionale escretorio da parte dei reni
Allo sportivo durante l'allenamento è da consigliare un volume di acqua giornaliero di 1500ml con le caratteristiche di una bicarbonato alcalico terrosa da consumarsi nell'intervallo tra i pasti, mentre 1 o 2 bicchieri di acqua non gasata saranno consumati durante i pasti per non diluire i succhi gastrici e rendere più lenta la digestione. Il giorno della competizione è da suggerire un buon consumo di acqua minerale da assumersi a temperatura ambiente e a piccoli sorsi. Al termine dello sforzo è consigliabile un acqua mineralizzata con residuo fisso di circa 1 g/l e bicarbonato-alcalino-terrosa per reintegrare la perdita di sali e liquidi, favorire l'eliminazione di scorie azotate e correggere l'acidosi determinata dalla fatica muscolare.
In età avanzata l'acqua costituisce solo il 53-46% dell'organismo. L'anziano ha il senso della sete poco pronto, questo induce a consigliare l'anziano di bere in abbondanza acqua minerale naturale oligominerale con basso residuo fisso, alternandola con acqua a residuo fisso intorno a 300 - 500 mg/l bicarbonato - calcica di modo che la prevalente assunzione di un'acqua a basso residuo fisso, permetta una giusta idratazione, senza che questo comporti un eccessivo impegno metabolico nella funzione renale escretoria.
Per la stipsi sono indicate acque fortemente mineralizzate, ricche di ioni solfato, magnesio e calcio.
Per l'osteoporosi sono indicate acque ricche di calcio facilmente assimilabile da bere preferibilmente lontano dai pasti.
Per le persone affette da sindrome del colon irratibile è consigliabile l'utilizzo di acque che abbrevino il tempo di transito intestinale come quelle ricche in sodio, cloro, calcio, magnesio e solfato.
Nelle alterazioni del tono della motilità delle vie biliari si consigliano acque cloruro - sodiche e salso -solfate -alcaline per le forme ipotoniche, acque bicarbonate- calciche e solfato-calciche per le forme ipertoniche.
Per il dismetabolismo dell'ac.urico sono indicate acque minimamente mineralizzate e le oligominerali a basso contenuto di sodio e a prevalenza bicarbonato -calcica.
Per l'ipertensione arteriosa acque con basso contenuto di sodio. Acque salso-solfate nelle ipercolesterolemie.

Ecco 5 criteri che permettono di fare una buona scelta:

  1. Imparare a leggere bene l'etichetta dell'acqua privilegiando le oligominerali e le mediominerali, quali bevande da tavola;
  2. Evitare le acque eccessivamente addizionate di anidride carbonica, sono più dissetanti ma procurano acidità;
  3. Leggere attentamente i valori di residuo fisso, nitrati, sodio, fluoro e solfati: contenuti elevati di queste sostanze possono avere controindicazioni;
  4. Controllare l'integrità dell contenitore, e la data di scadenza, pur non essendo un prodotto deperibile le acque in contenitori di plastica andrebbero bevute entro 5-6 mesi, quelle in bottiglia di vetro entro un anno; Attenzione ai prezzi, non è detto che le acque più care debbano per forza essere le migliori. dovrebbero alternare acqua oligominerali con acque a media mineralizzazione bicarbonato-calcica.

CONTENITORI E MATERIALI IMPIEGATI
I contenitori delle aqcue minerali sono di tre tipi, vetro, plastica (PVC, PET), e poli-accoppiato o cartone politenato (brick). Dal 1985 ad oggi la quota dei contenitori in vetro è scesa dal 92% al 42%, mentre quelli in plastica sono saliti dal 6,5% al 55% e quelli in cartone dall'1,5% al 3%. Il motivo principale è da ricondursi al minor costo del trasporto.

CARTONE POLITENATO (brick)
Il cartone politenato è un laminato a più strati, in cui la carta rappresenta l'80% (Tetra brick Aseptic), alla quale vengono abbinati film sottilissimi di polietilene puro (15-20%) ed un foglio di alluminio (3-5%). L'elemento base è la carta che da forma e rigidità al contenitore, carta proveniente da foreste ripiantate che rappresenta una risorsa rinnovabile in natura. Il polietilene viene usato per rendere impermeabile il contenitore agli agenti esterni e per permettere l'unione delle varie materie senza senza collanti e adesivi. Il polietilene fa parte della famiglia di molecole correlate al metano, la cui caratteristica più importante è la atossicità e una combustione pulita. L'alluminio interposto al multistrato, protegge l'acqua dalle alterazioni che possono essere provocate dalla luce e dall'aria permettendo di conservare tutte le caratteristiche organolettiche originali. I vantaggi del politenato sono annullati da un solo difetto apparentemente insignificante, la trasparenza; il fatto di non poter vedere il contenuto ha relegato la sua commercializzazione al 3% della produzione totale delle acque minerali. I contenitori di cartone per il latte o i succhi di frutta non rappresentano un grosso problema nel trattamento dei rifiuti solidi urbani in Italia dato il loro peso leggero.
I processi di riciclaggio sono:
1) incenerimento con produzione di energia;
2) separazione delle materie prime utilizzate e riproduzione di manufatti riciclati;
3) triturazione dei contenitori politenati e produzioni di pannelli e/o manufatti riciclati.

CLORURO DI POLIVINILE (PVC)
Il cloruro di vinile è un composto gassoso a temperatura ambiente che si ottiene attraverso il processo di ossiclorazione dell'etilene. Il cloruro di vinile rappresenta la molecola base dalla quale si ottiene il PVC, mediante un processo di polimerizzazione. Le materie plastiche sono certamente dei materiali insostituibili in moltissimi settori industriali, ma, per quanto riguarda i contenitori per alimenti, questi sono talvolta oggetto di polemiche a causa della migrabilità di alcune sostanze (additivi e monomeri) presenti nel polimero. Per quanto concerne il PVC è il caso del suo monomero che, a differenza del polimero, risultato ai test oncologici totalmente innocuo, è cancerogeno e dà luogo ad una rara forma di tumore, l'angiosarcoma epatico.
Sono state condotte due ricerche scientifiche per ciò che concerne l'uso del PVC nell'imballaggio delle acque minerali.
La prima condotta nel 1991 dall'Istituto farmacologico Mario Negri, ha evidenziato che bottiglie di PVC cedevano all'acqua contenuta quantità crescenti di VCM (Cloruro di vinile monomero). Tuttavia i valori riscontrati dall'Istituto Mario Negri con tecniche analitiche sofisticate, hanno accertato nelle acque minerali presenti nei punti vendita, valori di VCM compresi tra 13 e 83 ppt (parti per mille miliardi, un miliardesimo di grammo per litro d'acqua), che risultano all'incirca di un ordine tra le 100 e le 1000 volte inferiore al limite CEE:
La seconda è quella condotta da un gruppo di ricercatori diretti dal Prof. Cesare Maltoni. Scopo della ricerca fu la verifica, attraverso un maxi studio condotto su ratti della razza Sprague-Dawley, della cancerogenicità di acqua minerale naturale e gasata imbottigliata in contenitori PVC. La conclusione è stata che tra gli animali abbeverati con acqua minerale contenuta in bottiglie PVC e quelli abbeverati con acqua contenuta in bottiglie di vetro, non sono state messe in evidenza differenze per quanto concerne la sopravvivenza, il peso corporeo, lo stato di salute durante l'esperimento, la tipologia e soprattutto l'incidenza dei tumori. Il risultato del saggio di cancerogenicità è pertanto negativo: questo significa che se dovesse esistere un rischio questo sarebbe al di sotto dei limiti di sensibilità del mega-esperimento. Inoltre l'incidenza dello sviluppo dei tumori è la stessa sia per gli animali abbeverati con acqua contenuta in PVC che per quelli abbeverati con acqua contenuta in vetro. Infine la quantità di VCM riscontrata nell'acqua ha dato lo stesso risultato della ricerca dell'Istituto farmacologico Mario Negri.
Sono state eseguite con successo sperimentazioni per l'utilizzo del PVC riciclato; il suo campo applicativo ha trovato buona indicazione nella formazione di tubi rigidi per condurre e nella protezione dei cavi elettrici e telefonici.

POLIETILENETEREFTALATO (PET)
Il PET si propone quale materiale alternativo al vetro, è perfettamente trasparente, leggere, resiste agli urti e può assumere diverse colorazioni, a protezione del liquido che contiene. Il PET è una materia plastica relativamente giovane, ma il suo utilizzo su grande scala nel settore acque minerali risale solo a 4-5 anni fa. Il PET può essere riciclato in molti modi. Il più semplice e correttamente usato è la fusione delle scaglie pulite e la loro filatura per ottenere fibre di poliestere per tessuti. Inoltre il PET conserva una parte considerevole del contenuto di energia del petrolio, da cui è ottenuto e può essere bruciato come combustibile alternativo per convertire il suo contenuto energetico in altra energia, come elettricità o calore. Molte aziende in Europa si stanno attivando per riciclare le bottiglie di PET.

BOTTIGLIE DI VETRO
Il vetro si ottiene per fusione ad una temperatura di almeno 1200° C. in forni a bacino rivestiti di materiali refrattari speciali, di sabbia silicea con carbonati di sodio e di calcio che vengono trasformati prima in ossidi e successivamente con la fusione e dopo il raffreddamento in un liquido viscoso. Da questo si ottengono i contenitori, mediante due sistemi: uno soffio-soffio e l'altro presso-soffio. Alcuni ricercatori hanno formulato l'ipotesi che il vetro, non per sua colpa, ma in seguito alle eccessive utilizzazioni da parte dei produttori, ceda all'acqua sostanza inorganiche quali i silicati. Si tratta di un falso problema, poiché queste cessioni rimangono sempre molto al di sotto dei limiti fissati dal legislatore. Inoltre difficilmente una bottiglia viene usata più di venti volte nella sua vita, visto che lo scorrimento sulle pareti guida del nastrotrasportatore la può smerigliare e viene quindi scartata dal controllo elettronico.
Le bottiglie di vetro vengono riutilizzate dopo aver subito un prelavaggio, con acqua a perdere per asportare la maggior parte dei residui solidi delle etichette presenti; vengono poi lavate con acqua a ricircolo e detersivo; sono risciacquate con acqua che ritorna in circolo. Dopo aver passato il controllo elettronico, vengono riempite, tappate ed etichettate. Il loro ultimo viaggio è in un camion verso il negozio. Il riciclaggio dei rottami del vetro consente di abbassare il punto di fusione della miscela vetrificabile rendendo quindi necessaria una minore quantità di calore/combustibile rispetto alla fusione delle materie prime. Il risparmio di energia impiegata per la fusione può raggiungere il 25%. Sul piano ecologico minor consumo di energia significa riduzione dell'inquinamento atmosferico. Tramite la raccolta differenziata, il vetro si sottrae alla massa dei rifiuti solidi urbani prodotti: minori quantità nella discarica comportano non solo un vantaggio ecologico ma anche economico. E' soprattutto importante il fatto che quello del vetro è un riciclo che può essere infinito sempre per il medesimo materiale. In altre parole da un contenitore potrà nascere una bottiglia un vaso o un flacone con le stesse caratteristiche qualitative del prodotto ottenuto originariamente con l'impiego di materie prime.

Acqua minerale San Gemini (medio minerale, calcica, bicarbonata)

Residuo fisso a 180° 988 mg/l
CO2 libera alla sorgente 815
PH 6,41
Ca++ 325,10
Na+ 19,60
Mg++ 15,23
Bicarbonati 10,21
Solfati 55,20
Cloruri 16,30
F- < 0,2

Acqua Humana Amorosa in farmacia NEONATI (minimamente mineralizzata)

Residuo fisso a 180° 20,2 mg/l
CO2 libera alla sorgente /
PH 5,7
Ca++ 0,9
Na+ 4
Mg++ 0.6
Bicarbonati 4,3
Solfati 0,8
Cloruri 6,7
F- 0,02
Fe  

Acqua Panna (oligominerale)

Residuo fisso a 180° 137 mg/l
CO2 libera alla sorgente 8,0
PH 8,2
Ca++ 30,2
Na+ 6,5
Mg++ 6,9
Bicarbonati 100
Solfati 21,4
Cloruri 7,1
F- 5,7

Brio Blu Rocchetta (oligominerale)

Residuo fisso a 180° 179 mg/l
CO2 libera alla sorgente 7,0
PH 7,80
Ca++ 59
Na+ 4,4
Mg++ 3,4
Bicarbonati 185
Solfati 7,9
Cloruri 7,7
F- 0,14

Ferrarelle (medio minerale, bicarbonata, calcica) non è indicata per le diete povere di sodio

Residuo fisso a 180° 1279 mg/l
CO2 libera alla sorgente 2283
PH 6,1
Ca++ 380
Na+ 49
Mg++ 21
Bicarbonati 1415
Solfati 6,0
Cloruri 23
F- 1

Vitasnella (oligominerale)

Residuo fisso a 180° 390 mg/l
CO2 libera alla sorgente 30
PH 7,3
Ca++ 86
Na+ 3,0
Mg++ 29
Bicarbonati 300
Solfati 88
Cloruri --
F- 0,6

Vera (oligominerale)

Residuo fisso a 180° 160 mg/l
CO2 libera alla sorgente 1,6
PH 7,99
Ca++ 36,1
Na+ 2,0
Mg++ 12,8
Bicarbonati 153
Solfati 18,1
Cloruri 2,7
F- --

Lete (medio minerale, bicarbonata, calcica)

Residuo fisso a 180° 915 mg/l
CO2 libera alla sorgente 1900
PH 6,09
Ca++ 321
Na+ 5
Mg++ 17,5
Bicarbonati 1055,3
Solfati 8,65
Cloruri 7,64
F- 0.40

Verna (oligominerale)

Residuo fisso a 180° 133,4 mg/l
CO2 libera alla sorgente 7,2
PH 7,2
Ca++ 40,6
Na+ 6,2
Mg++ 5,4
Bicarbonati 131,1
Solfati 17,1
Cloruri 7,8
F- --

Bibliografia:
- A. Zanassi, M. De Bernardi, C. Brazzorotto - "Acque minerali in bottiglia per conoscerle meglio" - Edizioni Auxilia
- A. Zanassi, F. Ardito - "Le acque minerali: indicazioni e controindicazioni al loro consumo" - Manuale di nutrizione clinica - Edizioni Franco Angeli
- "Progress in nutrition" - Vol.4, N° 4/200


Indietro alla Pagina dei Links

Indietro alla Home Page